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SOSPENSIONI E TELAIO |
La configurazione telaistica delle Alfa 75 è molto raffinata in virtù della disposizione meccanica dei vari elementi, già nel 1951 con il campionato mondiale vinto dalla monoposto Alfetta 159 si videro i positivi effetti di uno spostamento al retrotreno del cambio, elemento che sistemato quasi sopra l'asse posteriore, permette un duplice effetto: migliorare la motricità e arretrare il momento di inerzia, facilitando la ottimale distribuzione delle masse. Sulla berlina Alfetta del 1972 quindi, si ritrovano le passate esperienze nelle competizioni, in particolare la sospensione posteriore De Dion, di costituzione molto robusta, ha il compito di mantenere il parallelismo tra le ruote anche in caso di forti sollecitazioni dinamiche. In tutte le Alfa della serie "Transaxle" si ha quindi una ottimale distribuzione dei pesi, pari al 50% all'avantreno e al restante 50% al retrotreno. I risultati di questa eccellente risultante sono una guida dal comportamento neutro, senza prevaricazioni di sotto o sovrasterzo, condizioni di guida che hanno da subito posto l'Alfetta in cima ai desideri di ogni automobilista sportivo, raffinato e dalle particolari esigenze di guida, accontentando al contempo il tranquillo padre di famiglia che nell'Alfetta trovava la fida compagnia di viaggi. Questa soluzione è stata via via poi utilizzata da quasi tutte le successive Alfa Romeo di classe medio alta, fino all'ultima 75 in oggetto e le derivate SZ ed RZ, con importanti migliorie.
L'AVANTRENO

Le
sospensioni sono a ruote indipendenti con quadrilateri trasversali, ma
l'elemento elastico è costituito da barre di torsione invece che da molle
elicoidali.
Si tratta di barre molto lunghe, che arrivano a metà vettura, disposte
longitudinalmente e fissate ad un'unica trave trasversale, che lavora a
flessione, contrastando le sollecitazioni delle barre.
Come sulla sospensione posteriore, anche nell'anteriore è presente una barra
antirollio.
Nella figura sopra, sono evidenziate:
1)Barra stabilizzatrice anteriore;
2)Asta di regolazione dell'angolo di incidenza;
3)Attacco anteriore della barra di torsione sul triangolo inferiore;
4)Attacco del triangolo superiore alla scocca;
5)Attacco posteriore della barra di torsione sul triangolo inferiore;


Particolare del gruppo sospensione anteriore, si notino i doppi triangoli sovrapposti.
IL RETROTRENO

Nelle vetture con sospensioni posteriori ad assale semirigido (o semindipendente), in particolare del tipo “De Dion”, viene adottato un cinematismo denominato “parallelogramma di Watt” al fine di mantenere costante la posizione delle ruote, evitando, così, gli spostamenti trasversali. Si tratta di un bilanciere e di una coppia di tiranti che vengono collegati rispettivamente alle masse sospese (parte delle sospensioni e del corpo vettura) e non sospese (ruote, freni e parte delle sospensioni).
La rotazione del bilanciere, in occasione dei movimenti delle ruote provocati dal fondo stradale, compensa la variazione della distanza tra i punti di ancoraggio. Ciò consente al ponte posteriore di muoversi verticalmente senza spostamenti laterali.
Questo pregevole schema è di solito accoppiato ad una trasmissione detta “transaxle”, cioè con cambio e frizione sistemati al retrotreno ed in blocco con il differenziale, con i freni a disco sistemati al fianco del gruppo cambio/frizione/differenziale, rispettivamente a destra e a sinistra.
I vantaggi di uno schema di questo tipo sono dati da un maggior equilibrio delle masse ed un abbassamento del baricentro del corpo vettura, consentendo in eguale misura una tenuta ed una stabilità del treno posteriore difficilmente riscontrabili in un gruppo con ponte rigido semplice. Rispetto a quest’ultimo però è svantaggiato dal maggior peso complessivo.
I compiti richiesti dalle
sospensioni di un veicolo sono molteplici. Innanzitutto, esse devono assorbire
nel modo migliore le asperità stradali, sia per assicurare comfort di marcia ai
passeggeri che per offrire il più possibile senza soluzione di continuità
aderenza fra le ruote e la strada.
Quest'ultima esigenza è importante perché determina, attraverso le ruote
motrici, la forza propulsiva ed, attraverso le ruote sterzanti, la direzionalità
dello sterzo. Inoltre, tutte e quattro le ruote assieme assicurano tenuta di
strada e frenata.
Per potere assolvere tutti questi complessi ed importanti compiti, le
sospensioni devono prima di tutto essere leggere, cioè il peso delle cosiddette
masse non sospese (formate da ruote, freni, sospensioni e parte degli organi di
trasmissione nel caso dell'assale motore) deve essere ridotto al minimo.
Ecco spiegato l'impiego di ruote poco pesanti (tipicamente in lega leggera, o a
raggi), l'utilità dello spostamento all'interno dei freni e la tendenza ad
usare elementi elastici della sospensione il più possibile leggeri. Ed è
questa la ragione per cui si è universalmente diffuso l'impiego degli assali
anteriori a ruote indipendenti.
Questi movimenti delle sospensioni indipendenti comportano però variazioni di
assetto delle ruote: in senso trasversale (cioè della carreggiata), in senso
longitudinale (del passo) e nel piano delle ruote (dell'inclinazione):
variazioni che, specie in una vettura a quattro ruote indipendenti, possono
comportare problemi principalmente di tenuta trasversale.
Ed ecco quindi il perché della sospensione tipo De Dion: il ponte De Dion
costituisce in un certo senso un compromesso tra i vantaggi dei due tipi
fondamentali di sospensione, il ponte rigido e le ruote indipendenti.

Il ponte De Dion, dunque, nella teoria e - almeno per noi - nella pratica, ha il
vantaggio di:
1) ridurre considerevolmente le masse sospese;
2) mantenere le caratteristiche positive di direzionalità delle ruote e di
resistenza al rollio (inteso come coricamento trasversale del corpo vettura)
tipiche dell'assale rigido.
Caratteristica fondamentale
del ponte De Dion, che può essere definito a ruote semindipendenti, data la limitata entità delle masse non sospese,
è che le ruote sono collegate da una barra trasversale, detta anche assale, di
solito sistemata posteriormente.
Gli organi di trasmissione sono in blocco con il rinvio e fissati al corpo
vettura: essi comprendono rinvio conico (coppia conica che determina il rapporto
di riduzione finale) e differenziale, e a volte cambio e frizione.
La potenza alle ruote è trasmessa da semiassi oscillanti, muniti di giunti agli
estremi. Il mezzo elastico può essere di qualsiasi tipo (balestre, molloni o
barre di torsione, come nel caso delle Alfa di produzione); altre possibili
variazioni allo schema fondamentale sono gli eventuali schemi di ancoramento
trasversale e longitudinale del retrotreno al corpo vettura; specificamente,
nelle Alfa Romeo Alfetta e derivate,
l'ancoraggio trasversale è garantito dal parallelogramma di Watt.

qui sopra, autotelaio della SZ ed RZ