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TRAZIONE ANTERIORE: MAI DIRE MAI |
intervista all'Ing. Domenico Chirico.

Il passaggio alla trazione anteriore è stato traumatico solo per quelle case che lo hanno più tenacemente osteggiato per ragioni tecniche e storiche. L'ingegner Domenico Chirico è responsabile della progettazione dell'AlfaSud, della 164 e di tutte le Alfa successive, ci parla dei problemi affrontati a suo tempo.
Come giudica la conversione della Mercedes?
Non mancherà chi riterrà impossibile trasferire le qualità di comportamento tipiche della trazione posteriore su una tutt'avanti. Però secondo me si tratta di pregiudizi infondati. Se su escludono le sportive, su tutte le altre vetture è dimostrato che i due sistemi si distinguono appena: un po più di reazioni allo sterzo e qualche inevitabile differenza sui fondi a scarsa aderenza, dove peraltro le trazioni anteriori se la cavano meglio.
Ritiene che la Mercedes limiterà la trazione anteriore alle piccole?
l'Alfa Romeo, che aveva in casa l'Alfasud, giurava che sugli altri modelli non avrebbe derogato, invece è arrivata dove è arrivata, senza snaturare la sua vocazione sportiva. Le sospensioni, e sopratutto la loro taratura, sono ben più importanti e determinanti per la qualità di guida. Con la classe A la Mercedes si porta in casa un piccolo cavallo di Troia e giura che non andrà oltre. Staremo a vedere.
Per la 164 avevate previsto la trazione anteriore fin dall'inizio?
No, prima dell'accordo che prevedeva una base comune con la Lancia Thema, eravamo a buon punto con un progetto di vettura a motore longitudinale e trazione posteriore che chiamavamo 156.

L'impiego di parti comuni con la Thema vi creò qualche problema?
Si, per l'altezza della carrozzeria, che non si conciliava con l'immagine sportiva delle nostre berline. Per abbassare il cofano, si dovettero modificare i longheroni anteriori e i duomi del macpherson, adottando gruppi molla ammortizzatore diversi. Persino i motori furono "limati".
Fu facile adattare i motori Alfa alla nuova disposizione?
Si dovettero accorciare i quattro e i sei cilindri, perché interferivano con i fianchetti del vano anteriore: fu un'operazione costosa...
Problemi con le sospensioni?
Non avevamo esperienza di retrotreni macpherson anche perché l'Alfasud aveva il ponte rigido...Provammo a lungo alcune potenti trazioni anteriori. Concludemmo che anche il retrotreno della Thema poteva assicurare un comportamento sportivo, con minime variazioni tra tiro e rilascio in curva e con reazioni progressive nelle manovre d'emergenza: bastava intervenire nel modo migliore sulla messa a punto di molle, ammortizzatori, barre e pneumatici. Come poi fu fatto.

in un'altra intervista, datata 1991, l'Ing. Domenico Chirico dice:
Un breve intervento per la
164, visto che i giornalisti hanno scritto cose inesatte e la verità, prima o
poi, va detta. Anzitutto non è vero che 164, Saab e Thema sono state studiate
assieme. E’ stato stilato, nel settembre 1982, un accordo di collaborazione
industriale tra Fiat e Alfa con lo scopo di cumulare un certo numero di elementi
comuni tra 164, Thema e Croma in maniera di ridurre i costi unitari. Si trattava
di “elementi che non fanno immagine”. Il totale delle tre vetture portava a
150.000 pezzi/anno e si potevano perciò raggiungere costi competitivi per questi
elementi comuni. L’inizio delle discussioni avvenne alla metà del 1981.
L’accordo fu siglato nel settembre 1982 e, dopo di allora, Fiat consegnò disegni
e due autotelai meccanizzati per costruire i primi due modelli di stile. Poiché
la Thema è nata poco dopo la metà del 1984, si comprende che li studi di questa
vettura datano a molto prima e precisamente al 1978.
L’Alfa è arrivata dopo, perché ha iniziato 4 anni più tardi. La sinergia non è
stata spinta alla struttura poiché ciò avrebbe significato realizzare una
vettura molto vicina alla Thema. La 164, invece, nacque più bassa della Thema,
sia nella zona tetto che sul cofano anteriore ed è risultata, perciò,
esteticamente più gradevole perché più filante.
La nascita dell’Alfa-Sud
Conferenza di Rudolf Hruska e Domenico Chirico
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
Milano, 13 giugno 1991
leggi la conferenza sull'Alfasud >>>
INTERVISTA AL DOTT. ERCOLE SPADA

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