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ALFA ROMEO GTV 2.6i V8 - 1977 - |
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L'Alfetta GTV è stata una sportiva di grande successo per l'Alfa Romeo, icona di un'epoca e sicuramente tra le coupè del suo segmento disse qualcosa di nuovo ed innovativo, sia sotto il puro aspetto tecnico che stilistico, dove la mano di Giugiaro ancora oggi rende la GTV attuale. Delle motorizzazioni che conosciamo, quelle con i soliti classici raffinati 4 cilindri bialbero da 1.6 a 2.0 e il 6 cilindri a V di 60° di 2.5, se ne aggiunge un'altro meno noto ai più, ma degno di essere menzionato, si tratta del glorioso 8 cilindri a V della coupè Montreal - derivato tra l'altro da quello della 33 - che in Italia non fu mai costruita ma che l'importatore Tedesco dell'Alfa Romeo di Francoforte decise autonomamente di assemblare, si tratta di un lotto di 50 GTV assemblate a fine anni 70' che ebbero un successo superiore alle più rosee aspettative, essendo come è ovvio un'esemplare da amatori e destinato puramente ai collezionisti ed estimatori del marchio.

La stessa operazione la fece l'AutoDelta, il reparto corse della casa del biscione, fondato e guidato da Carlo Chiti, sulla base della normale GTV V6 venne trapiantato appunto il V8 di origine Montreal per partecipare ai rally internazionali, il 2.6 venne maggiorato nella cilindrata e portato alla soglia dei 3 litri di cilindrata, dando cosi origine alla versione "Alfetta GTV Rally". Grazie all'elaborazione AutoDelta il motore poteva vantare ben 350 cavalli, ma alcune versioni ancora più performanti potevano erogare ben 470 cavalli a 10.500 giri/min.
Per poterla omologare e quindi vendere al pubblico l'Alfa Romeo necessitava di almeno 400 esemplari, purtroppo non furono mai raggiunti e la GTV V8 rimase, almeno per l'Italia, un sogno.



L'opinione di Sandro Munari sulla GTV6
"Non ho dubbi. L'Alfa Romeo 'GTV 2.5 V6' è stata l'auto
che ha saputo coinvolgermi di più per quanto riguarda il piacere di
guida". È quindi una vettura di normale produzione quella che ha
"stregato" l'ex campione del mondo dei rally del 1977, che ha corso
anche in gare di velocità al volante di Ferrari e ha partecipato pure alla
Targa Florio. "L'Alfa 'GTV' la si guidava con estrema facilità" -
ricorda Munari - "anche quando si premeva sull'acceleratore, si entrava e
si usciva dalle curve senza che si verificassero sgradite variazioni d'assetto.
Notevole, la maneggevolezza e l'agilità sui percorsi misti. Ecco, la
caratteristica migliore della 'GTV' era l'ottima ripartizione dei pesi, che
consentiva alle ruote posteriori una notevole trazione sia sull'asciutto sia sul
bagnato. Insomma, al volante di questa coupé a sei cilindri s'apprezzava anche
il temperamento brillante, mentre l'assenza di dispositivi elettronici
permetteva di fare emergere le qualità del pilota. Delle ottime caratteristiche
dell'Alfa 'GTV 2.5 V6' ero talmente convinto che nel 1983 la portai con me a uno
dei Rally più impegnativi del campionato del mondo: il 'Safari'. Purtroppo mi
ritirai per un banale guasto meccanico, quando ero sesto assoluto in
classifica".