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AMMIRAGLIA INCOMPRESA |
Progetto 119: Alfa 6




Il
design viene impostato seguendo quindi le indicazioni dei progettisti.
Nel '74 il progetto giunge a compimento. Tuttavia la crisi internazionale dovuta
alla guerra del Kippur mette in grosse difficolta’ le case produttrici di
modelli sportivi, di elevata cilindrata e dunque dal consumo elevato, l’Alfa
Romeo era purtroppo tra queste case.
I prototipi definitivi
iniziano a circolare nel biennio ‘77/'78 e l'auto fa il suo debutto nella
primavera del 1979, undici anni dopo l'impostazione del progetto, il nome: ALFA
6, in omaggio alla nuova unità motoristica progettata da Giuseppe Busso.
L’Alfa
6 si presenta con un'estetica
affine alla gamma Alfa Romeo del decennio che si appresta a terminare, ne paga
le conseguenze il design che risulta alquanto datato.
Il corpo vettura
e’ lungo 476 cm, largo 168 e alto 139, con un passo di 2,60 metri.
Fatte le dovute proporzioni, il rapporto tra i volumi non differisce molto da
quello dell'Alfetta; l'auto e’ imponente e dotata di una discreta aggressività,
prerogativa Alfa Romeo.
Il
frontale
spiovente, e’ dotato di
quattro proiettori di forma circolare, una grande calandra orizzontale e una
coppia di indicatori di direzione laterali avvolgenti, posti verticalmente agli
angoli del frontale. Il tutto racchiuso in un sottile profilo cromato, il
paraurti massiccio e’ dotato di cantonali in materiale composito.
Nella vista laterale
e’ immediato identificarla come un'Alfa Romeo, tanto e’ forte la somiglianza
con l'Alfetta. Seppur sensibilmente più grande, la linea a cuneo, il frontale
relativamente basso rispetto alla coda, la forma del giro porta e il design dei
particolari ricordano molto, forse troppo, la media sportiva del biscione.
Lo
specchio
di coda, e’ invece
caratterizzato da gruppi ottici di dimensioni generose a sviluppo orizzontale.


TUTTE LE ALFA 6, DALLE ORIGINI
| Versione | cilindrata cc | potenza max. CV | anno presentazione |
| 2.5 V6 | 2492 | 160 | 1979 |
| 2.0 V6 | 1996 | 135 | 1983 |
| Injection Q.Oro | 2492 | 158 | 1983 |
| TD 5 (VM) | 2494 | 105 | 1983 |

All’interno
gli occupanti vengono accolti in grandi e soffici poltrone. I pannelli porta
presentano un disegno elaborato in linea con le tendenze del periodo, mentre
il conducente dispone davanti a se di una
plancia
elegante, con dotazione
di strumenti pressoché completa e arricchita da numerose spie, ben rifinita
, e’ realizzata con materiali di qualità e assemblata con cura. Presenta
inserti in legno e la porzione inferiore, compreso il tunnel centrale, in
tinta chiara rispetto al nero della parte superiore. Di serie, quattro
alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata delle porte, specchio
retrovisore regolabile elettricamente, cinture di sicurezza, lampeggio
di emergenza hazard e sterzo servoassistito. A richiesta e’ possibile
equipaggiare la vettura con: cambio automatico ZF a 3 rapporti,
climatizzatore, cerchi in lega e interni in pelle.
La scocca a deformazione progressiva, che fin dai tempi della gloriosa Giulia fa parte del primato tecnologico Alfa Romeo, supera con lusinghieri risultati qualsiasi prova di crash test.
L’Alfa 6 totalizza in quattro anni poco più di 6000 esemplari, vengono inoltre realizzate a scopo dimostrativo, sette unità in allestimento USA (operazione che non avra’ poi alcun seguito).
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Nel
1983 l’Alfa Romeo presenta la seconda serie; esteticamente, la mano del
Centro Stile Bertone, nella persona di Marcello Gandini, rinfresca la linea
dell'ammiraglia rendendola, per quanto possibile, adeguata agli anni '80.
Scompaiono dai
paraurti i rostri e vengono adottati cantonali più lunghi,
una
appendice aerodinamica migliora l’efficienza della vettura
(Cx 0.39), profili paracolpi in materiale composito sulle fiancate e in luogo
delle precedenti griglie per lo sfogo dell’aria sui montanti posteriori
viene ora adottato un fregio che riproduce il logotipo di Bertone.
Calandra cromata, proiettori rettangolari con tergifari e fendinebbia
caratterizzano il
nuovo
frontale.
La gamma viene
ampliata e le versioni disponibili sono: “Alfa 6 2.0” – “Alfa 6 2.5
Quadrifoglio Oro” – “Alfa 6 turbodiesel 5”.
La
versione alimentata a gasolio prevede l'adozione di un motore turbodiesel
prodotto dalla VM di Cento (FE) a 5 cilindri in linea da 2494cc e 105cv.
Alfa 6 seconda serie

A differenza che nelle sorelle "minori" dotate del pregevole schema "Transaxle", l'Alfa 6 adotta un più "normale" schema con cambio anteriore in blocco con il motopropulsore, tuttavia il treno posteriore adotta un ponte de dion con freni a disco sospesi.