Il Glorioso V8 Alfa Romeo

Una vera "chicca": il motore Alfa Romeo che spingeva le March e le Lola nel campionato INDY del '1990; era un 8 cilindri a V di 90° che erogava la bellezza di 700cv a 11500 rpm,  all'inizio della stagione. Successivamente fu adottata un'evoluzione che raggiunse i 720 cavalli ad oltre 12000 giri.

 

 

Il V6 Alfa Romeo, in questa foto, nella sua massima evoluzione, equipaggiò nel 1996 le 155 V6 TI della categoria Turismo Internazionale.

Derivato dall'omologo 6 cilindri stradale, questo motore permise alla berlina 155 impegnata dapprima nel difficile e combattuto DTM Tedesco (vincendolo, tra l'altro!) e successivamente approdato al campionato mondiale SuperTurismo, morto precocemente a causa degli alti costi.  Elemento di spicco di questo motore è la distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata con 4 valvole per cilindro, azionate da attuatori pneumatici che ben si adattavano agli alti regimi, campo questo in cui le classiche molle di richiamo mostrano tutti i loro limiti fisico/meccanici, accanto a queste innovative soluzioni troviamo la doppia candela per cilindro (Twin Spark) e le testate emisferiche. Basamento e testata ovviamente sono in lega leggera, ma dal 1996, anno d'esordio nel mondiale turismo, il basamento venne rielaborato e addirittura venne dotato di un'angolazione inusuale per un V6: 90°.  È presto spiegato il motivo: venne preso il basamento del motore della coupé Montreal, che appunto era un 2.6 a 8 cilindri a V di 90°.

Le prerogative di questo inedito V6 di 90° furono strabilianti: 498 cavalli a 12500 giri/min.