QUESTO ARTICOLO E' DEDICATO AI "MISCREDENTI" o a chi crede che l'Alfa Romeo avesse in animo di abbandonare la soluzione della trazione posteriore sulle proprie automobili, già in altre interviste pubblicate in questo sito si poteva benissimo evincere il fatto che la casa di Arese era non solo intenzionata a proseguire su quella fortunata strada, ma addirittura il progetto giunse ad uno stadio di sviluppo molto avanzato. Questo articolo spiega come tra l'Alfa Romeo e la Fiat vi fosse un accordo per la modifica del pianale Tipo4, quello utilizzato per sviluppare le Lancia Thema, Fiat Croma, Saab 9000 e, infine, Alfa 164.
BOZZA D' ACCORDO ALFA - FORDSULL' ASSETTO PRODUTTIVO23 luglio 1986 MILANO - Il presidente dell' Iri, Romano Prodi, della Finmeccanica, Franco Viezzoli e l' amministratore delegato dell' Alfa Romeo, Giuseppe Tramontana, riferiranno questo pomeriggio alla commissione Bilancio del Senato sugli ultimi sviluppi della vicenda Alfa Romeo-Ford. L' audizione, che dovrebbe iniziare alle 15, era stata rinviata di ventiquattro ore, rispetto alla data originaria di convocazione, per sopraggiunti impegni dei parlamentari. Nella tarda serata di oggi, invece, si svolgerà un incontro tra l' azienda di Arese e i sindacati confederali dei metalmeccanici. Anche in questo caso si tratterà di una comunicazione dello "stato di avanzamento" della trattativa tra Alfa e Ford. Non sono previste comunicazioni ufficiali o novità sostanziali nella vicenda. E' infatti probabile che nell' incontro con i sindacati l' Alfa Romeo si limiti a confermare una parte delle indiscrezioni riguardanti gli assetti produttivi già trapelate nei giorni scorsi. Mentre è in una fase ancora preliminare la complessa materia degli accordi finanziari e dell' assetto societario, per quanto riguarda l' aspetto produttivo Alfa Romeo e Ford sarebbero già giunte a una bozza di accordo. A grandi linee, questa intesa dovrebbe regolare l' attività della nuova partnership Alfa-Ford per i prossimi sei-otto anni. A regime, dai due stabilimenti dell' Alfa Romeo (Arese e Pomigliano) uscirebbero ogni anno 400 mila vetture, più o meno il doppio dell' attuale produzione. Cinquantamila di queste sarebbero Ford (linea Escort o Scorpion) equipaggiate da motore Alfa boxer. Un corollario interessante di quest' accordo è la grande attenzione che la "nuova Alfa" riserverebbe ai mercati esteri. Gran parte della produzione aggiuntiva verrebbe infatti canalizzata sui mercati degli Stati Uniti, del nord Europa e dell' Estremo Oriente. Per attuare questa espansione all' estero, l' Alfa dovrebbe potenziare adeguatamente la rete commerciale. I rivenditori Alfa resterebbero tuttavia assolutamente separati dall' attuale rete commerciale Ford. L' Alfa, contando soprattutto sul marchio, punterebbe infatti a occupare nicchie in quella fascia medio-alta del mercato automobilistico mondiale che finora è stata off-limits per la Ford, nonostante tutti gli sforzi compiuti dalla casa automobilistica americana. Sui mercati europei, l' azione della partnership Alfa-Ford sarebbe diretta soprattutto contro le fasce di mercato attualmente in mano a costruttori come Mercedes e Volvo. Per quanto riguarda il mercato italiano, la crescita che gli esperti di Detroit si aspettano dalla "nuova Alfa" non è elevata: si parla dell' 1,5 per cento in più, una presenza che sembra calibrata sapientemente per non scontentare le aziende leader del mercato in Italia. Gli investimenti complessivi previsti sia per l' innovazione di processo produttivo che di prodotto sono dell' ordine di 4 mila miliardi, un impegno che dovrebbe consentire anche il graduale riassorbimento dei cassintegrati (ora sono circa 2.600 dipendenti). Ancora in una fase iniziale è invece la trattativa sull' assetto societario, anche se i negoziati sembrano ruotare attorno a un paio di ipotesi giudicate "interessanti". Un aspetto particolare di questo problema è come Finmeccanica, che alla fine del processo di ingresso della Ford nel capitale Alfa dovrebbe conservare solo una quota di minoranza, per quanto rilevante, potrà controllare il rispetto degli impegni sottoscritti dagli americani. Sembra che in queste settimane in casa della finanziaria dell' Iri si sia provveduto a contattare esperti di diritto societario per mettere a punto una proposta di accordo che preveda, per determinate scelte "strategiche" la necessità di ottenere l' approvazione di una "tranche" qualificata del capitale. Una specie di "diritto di veto" che, se accolto dalla Ford, soddisferebbe anche una delle maggiori perplessità nutrite finora dal sindacato. Che, in altre parole, una volta acquisito il controllo della casa automobilistica di Arese la Ford non decida, in base a esigenze di razionalizzazione della produzione, di compiere scelte produttive penalizzanti per gli stabilimenti Alfa Romeo e la produzione automobilistica nazionale. |